
- nell’analisi del bisogno di salute finalizzato alla prevenzione della diffusione delle malattie infettive,
- nel controllo delle condizioni igienico sanitarie e del rischio infettivo nelle famiglie e nelle comunità assistite
- nella formazione alla gestione della condizione infettiva del singolo, famiglia e gruppo.
- Servizio sorveglianza attiva gestione contenimento diffusione COVID-19 Supporto sanitario in Aziende Sanitarie Locali – call center Numero Verde Regionali
- Servizio di Igiene Pubblica - Unità operativa profilassi malattie infettive
- Servizio di Medicina Preventiva e del Lavoro in ambito ospedaliero
- Accertarsi di avere l’autodichiarazione ai sensi degli artt. 46 e 47 del D.P.R. 28/122000, N. 445 con indicato per motivi lavorativi indicando il luogo di partenza e il luogo di arrivo
- Effettuare il lavaggio delle mani
- Indossare una mascherina monouso
- Indossare guanti monouso o evitare di toccare superfici sui mezzi pubblici
- Mantenere la distanza di sicurezza interpersonale (almeno 1 metro)
- Prima di recarsi nella stanza/spogliatoio, smaltire DPI utilizzati per il viaggio negli appositi contenitori per rifiuti speciali a rischio biologico;
- Effettuare il lavaggio delle mani
- Indossare i DPI puliti (guanti e mascherina forniti dalla propria azienda/agenzia). È importante procedere al cambio dei DPI in tutte le situazioni in cui possano essersi contaminati;
- Recarsi nel locale adibito all’attività di call center e sanificare le superfici (scrivania) e gli strumenti (telefono, tastiera, mouse);
- Far arieggiare il locale;
- Accendere il computer e preparare tutti i file necessari all’attività di call center in base alle indicazioni ricevute dalla propria azienda/agenzia.
- Garantire il ricambio d’aria ogni 15 minuti;
- fare una pausa di almeno 10 minuti ogni 2 ore garantendo il turn-over con i colleghi;
- prima e dopo la pausa procedere al lavaggio delle mani e al cambio dei DPI.
- Recarsi nella stanza/spogliatoio e smaltire i DPI utilizzati negli appositi contenitori per rifiuti speciali a rischio biologico;
- Effettuare il lavaggio delle mani;
- Indossare una mascherina monouso per il rientro a casa;
- Indossare guanti monouso o evitare di toccare superfici sui mezzi pubblici;
- Mantenere la distanza di sicurezza interpersonale (almeno 1 metro).
- hanno un carico emotivo simile: ansia, paura, agitazione, preoccupazione
- ma caratteristiche individuali differenti per età, sesso, professione, ecc...
- Assenza di contatto visivo, prossemica e cinesica;
- Necessità di interpretare le variabili dell’area paralinguistica (le informazioni vocali, tono di voce, modulazione, pause, vocalizzazioni, ecc.);
- Necessità di un feedback;
- Necessità dell’uniformità della procedura, quindi è fondamentale una formazione preliminare degli operatori.
- Disponibilità all’ascolto;
- Utilizzo di un linguaggio chiaro, semplice;
- Utilizzo di un linguaggio flessibile a seconda del feedback;
- Capacità di rispondere a quesiti sanitari.
- Può essere utile avere a portata di mano un calendario, dei fogli e una penna per eventuali annotazioni;
- Presentare la matrice Aziendale (ASP-ATS-AUSL etc..): nome e profilo professionale (Assistente Sanitario);
- Accertarsi che l’utente stia telefonando da un territorio di nostra competenza territoriale;
- Analisi del bisogno: comprendere il motivo della chiamata, fornire informazioni, norme comportamentali se richieste o ritenuto necessario;
- Registrare i dati della telefonata come richiesto dalla propria azienda/agenzia, solitamente: nome e cognome dell’operatore, data del colloquio, dati anagrafici utente: nome, cognome, data di nascita, comune e via di residenza, recapito telefonico, eventuali note valutate utili;
- Raccogliere i dati come richiesto dalla propria azienda/agenzia, solitamente: nome e cognome del caso positivo; nome e cognome del/i contatto/i; tipologia di contatto (stretto oppure occasionale); data dell’ultimo contatto stretto con il caso positivo (se sono passati più di 14 giorni esce dal protocollo); nome e cognome del MMG; sintomatologia del contatto/i stretti;
- ln base della sintomatologia comunicata fornire indicazioni sulla necessità o meno di contattare il proprio MMG/PLS oppure Servizio di Urgenza Emergenza Regionale 112 o 118: se l’utente dichiara sintomi lievi(febbre <38° e/tosse) indirizzare al MMG/PLS per la presa in carico (Triage d’intervento); se l’utente dichiara sintomi gravi (febbre > 38° e/o difficoltà respiratoria) deve contattare il 112 o 118;
- Valutare se necessario l’isolamento ed eventualmente fornire indicazioni
- In caso di assenza del MMG/PLS (extra orari/festivi) comunicare il numero di telefono della continuità assistenziale.
- In alcune Regioni è stato attivato un numero di telefono per il supporto psicologico all’utente: comunicare il numero su richiesta dell’utente o quando lo si valuta necessario.
- Per utente solo e in quarantena domiciliare fornire i recapiti delle associazioni di volontariato che si mettono a disposizione per garantire un servizio di aiuto.
a) Come indossare, rimuovere e smaltire in modo corretto una mascherina
- Prima di indossare una mascherina, pulire le mani con un disinfettante a base di alcol o con acqua e sapone;
- Nel coprire la bocca e il naso, assicurarsi che non vi siano spazi tra il viso e la mascherina;
- Evitare di toccare la mascherina mentre la si utilizza e, se necessario farlo, pulire prima le mani con un detergente a base di alcool o acqua e sapone;
- Sostituire la mascherina con una nuova, non appena è umida. Non riutilizzare quelle monouso;
- Per togliere la mascherina: rimuoverla da dietro (senza toccare la parte anteriore); buttarla immediatamente in un contenitore chiuso e successivamente in apposito box rifiuti speciali; pulire le mani con un detergente a base di alcool o acqua e sapone.
b) Come sanificare le superfici e gli oggetti di uso frequente
c) Lavaggio delle mani
Raccomandazioni generali | Motivazione |
Controllare che le proprie mani siano prive di lesioni e ferite | Tenere sotto controllo le proprie mani è importante per gli operatori sanitari: le piccole lesioni della cute determinano una maggiore probabilità di trasmettere microrganismi agli assistiti e anche di contrarre malattie durante le pratiche di assistenza. |
Mantenere le unghie corte (0,5/1 mm) e rimuovere lo smalto e le unghie artificiali | Le unghie corte e prive di smalto hanno meno probabilità di raccogliere microrganismi. Le unghie lunghe possono ferire la persona assistita e bucare i guanti eventualmente indossati dall’operatore. |
Rimuovere i monili (anelli, bracciali, orologi) | I microrganismi si annidano nei piccoli spazi e sotto gli anelli, bracciali ed altri gioielli, la cui presenza impedisce la corretta pulizia delle mani e la rimozione dei germi. |
- Lavandino ampio preferibilmente con comando a pedale;
- Sapone liquido;
- Asciugamano;
- Il lavaggio delle mani con acqua e sapone può essere sostituito dalla pulizia delle mani con gel a soluzione alcolica, se le mani non sono visibilmente sporche;
- In caso di utilizzo del gel a soluzione alcolica, il contenitore di prodotto deve essere accessibile all’operatore. Si consigliano confezioni piccole (anche il gel può essere contaminato da microrganismi e quindi si riduce questo rischio), facilmente trasportabili anche nelle tasche della divisa degli operatori.
Attività | Motivazioni |
Aprire il rubinetto dell’acqua con la mano, il gomito o il piede. | Aprire il rubinetto con il gomito e/o il piede, quando possibile, riduce il rischio di disseminazione di microrganismi nell’ambiente. |
Regolare la temperatura ritenuta più confortevole, evitando di usare acqua eccessivamente calda | La ripetuta esposizione all’acqua calda può aumentare il rischio di dermatiti. |
Bagnare uniformemente mani e polsi. | |
Applicare una dose sufficiente di sapone sul palmo della mano e insaponare uniformemente mani e polsi con sapone liquido detergente in dispenser secondo le indicazioni del produttore. In alternativa può essere utilizzato sapone solido, ricordando di usare pezzature di saponetta piccole e di riporre il prodotto usato in apposite griglie di scolatura che permettano l’asciugatura del sapone. | |
Dopo aver insaponato le mani e protratto lo sfregamento delle mani per almeno 20 secondi sciacquare abbondantemente (almeno 15 secondi). | |
Asciugare tamponando con asciugamani monouso in tela o carta assorbente fino a eliminare l’umidità residua. | |
Chiudere il rubinetto dell’acqua con il gomito, oppure se è manuale con un lembo dell’asciugamano. | Toccare il rubinetto con mani lavate comporta la contaminazione della cute con germi presenti sul rubinetto |
- Togliere ogni monile e oggetto personale. Praticare l’igiene delle mani con acqua e sapone o soluzione alcolica
- Controllare l’integrità dei dispositivi: scadenza e non utilizzare se esso non sono integri
- Indossare un primo paio di guanti
- Indossare sopra la divisa il camice monouso ed eventuali calzari
- Indossare idoneo filtrante facciale FFP2-FFP3
- Indossare gli occhiali di protezione
- Indossare un secondo paio di guanti.
- Rimuovere il camice monouso ed eventuali calzali per smaltirli nel contenitore
- Rimuovere il primo paio di guanti e smaltirlo nel contenitore
- Rimuovere gli occhiali e sanificarli
- Rimuovere la maschera FFP3 maneggiandola dalla parte posteriore e smaltirla nel contenitore
- Rimuovere il secondo paio di guanti e smaltirlo nel contenitore
- Praticare l’igiene delle mani con soluzione alcolica o con acqua e sapone.
- Identificare il contenitore idoneo per la ricerca colturale
- Stabilire la sede esatta dove prelevare il materiale
- Accertarsi che il paziente sia in grado di collaborare durante la raccolta del materiale
- Ottenere una coltura non contaminata
- Porre il tampone in contenitori appositi adottando manovre corrette
- Inviare la coltura al laboratorio
- Provetta sterile apposita con tampone incorporato nel tappo di chiusura
- Identificare e registrare i dati del paziente
- Spiegare il procedimento al paziente
- Eseguire il lavaggio delle mani e garantire la privacy
- Indossare i DPI
- Posizionare il paziente con la testa leggermente inclinata all’indietro
- Estrarre l’applicatore sterile (tampone) dalla provetta
- Invitare il paziente ad inclinare leggermente la testa all'indietro
- Inserire il tampone nella narice e proseguire lungo il pavimento della coana nasale, fino a raggiungere il retro del rinofaringe. Una volta in sede, il tampone viene ruotato delicatamente, quindi viene mantenuto in situ per qualche secondo al fine di raccogliere abbondante secreto nasale. La manovra viene ripetuta in una sola narice con l'accorgimento di cambiare tampone e di segnalare sull'etichetta a quale delle due appartiene ciascun campione.
- Riporre l’applicatore nella provetta sterile
- Fare assumere al paziente una posizione confortevole
- Lavarsi le mani
- Etichettare la provetta ed inviarla in laboratorio
- Il trasporto a domicilio è effettuato da un’ambulanza (al momento della CRI). Si opta su questa scelta perché è necessario uno spazio adeguato per stoccare il materiale pulito in modo che sia di agevole utilizzo (camici idrorepellenti, calzari, guanti, cuffie, divise monouso, mascherine di ricambio, tamponi rinofaringei sterili, materiale di cancelleria, telefono di servizio, telini per pulizia visiere, contenitori con il disinfettante per i DPI, gel disinfettante per le mani, bidoni dei rifiuti speciali, e il contenitore dei campioni effettuati). Inoltre, il personale campionatore deve poter agevolmente sostituire la divisa in caso di contaminazione. A fine campionamento, è necessario decontaminare il mezzo (a cura della CRI). In ultimo, è doveroso proteggere dal probabile contagio l’autista, e solo un’ambulanza, con locali separati, riesce a garantire il rispetto delle distanze tra autista (pulito) e operatore (sporco) alla luce che viene data una sola mascherina FFP3 al giorno e non per prelievo come previsto da procedure. Pertanto, pulmino e auto di servizio, a nostro avviso, non permettono di svolgere in sicurezza tale attività, purché non si lascino i rifiuti in sacchetto nero doppio chiuso al domicilio della persona (Rapporto ISS Covid -19 n.1/2020), non si cambi mascherina a filtro FFP3 ad ogni domicilio e venga sanificato da personale qualificato al termine di ogni turno di lavoro.
- Durante il tragitto un operatore contatta il soggetto interessato, chiedendo conferma di indirizzo e informa sui comportamenti di collaborazione, mentre l’altro prepara il materiale necessario per tampone. Le etichette vengono fornite dal Laboratorio Analisi di riferimento. Se vengono eseguiti prelievi in Comunità (es. casa di riposo), le etichette vengono poste sui campioni al momento dell’esecuzione del prelievo per non incorrere in errori; tra un soggetto e l’altro si cambia un paio di guanti.
- L’autista si occupa, in accordo con personale, di razionalizzare le percorrenze per contenere gli spostamenti e di reperire il domicilio. Arrivati all’abitazione, apre le porte dell’ambulanza, suona i citofoni/campanelli e apre le porte esterne dell’abitazione.
- I due operatori in divisa monouso (sala operatoria) di materiale idrorepellente indossano i presidi di seguito elencati e in ordine preciso : igiene delle mani con soluzione alcoolica, 1° paio di guanti (se possibile lunghi), camice idrorepellente, calzari, mascherina filtrante FFP3, cuffia, visore, 2° paio di guanti.
- Indicativamente, se il paziente è collaborativo e autosufficiente, non entriamo in casa. Preferiamo effettuare campionamento all’aperto (abitazioni singole) o sull’uscio del domicilio (condomini). In caso di paziente allettato il prelievo viene effettuato al capezzale del soggetto dal primo operatore e il secondo sta sul pianerottolo in zona pulita per ricevere il campione già imbustato. •Viene richiesto all’utente di indossare mascherina chirurgica o, se questa non è disponibile, appoggiare un fazzoletto di carta sulla bocca.
- L’ operatore 1 effettua il tampone rinofaringeo. Sulla scorta della nostra esperienza è preferibile effettuare prima il tampone nasale, con cautela cercando di non attivare starnuti, e successivamente il tampone orofaringeo più fastidioso e a rischio tosse. Non utilizziamo l’abbassalingua per non scatenare tosse e conati di vomito.
- L’operatore 2, alle spalle del primo e a distanza di sicurezza, passa i tamponi per prelievo, tiene bustina e contenitore dove inserire tampone effettuato, sacco nero per rifiuti e tappo della provetta. (È richiesta la collaborazione del soggetto per tenere in mano provetta in modo che appena effettuato campionamento possa immediatamente essere inserito). Al fine del prelievo ritira e chiude la provetta e la inserisce negli appositi contenitori.
- I due operatori ritornano all’ambulanza, procedono con svestizione (vedi video Regione Lombardia ASST Sette Laghi: https://youtu.be/sfyacAP934Q), disinfezione visiere e mani e si rivestono per campione successivo. Ricordiamo che è data in dotazione una sola maschera FFP3 per turno che non deve mai essere rimossa, spostata o toccata fino al termine del servizio. Anche la visiera non viene mai tolta, né viene sollevato il visore ma viene disinfettata al termine di ogni campione, fino a fine servizio. Se entrambi sono correttamente indossati e portati, non è necessario indossare anche mascherina chirurgica perché rende ancora più difficoltosa la respirazione, ci sono maggiori rischi di contaminazione ed è una spesa indebita.
- La mascherina andrebbe cambiata a ogni domicilio ma, vista l’attuale carenza, sarebbe necessario averne almeno 1 di scorta per entrambi gli operatori per la sostituzione in caso di contaminazione accidentale, al fine di non interrompere l’attività.
- Il sacco nero con rifiuti (camici, guanti, calzari ecc.) viene inserito nel bidone dei rifiuti speciali; il contenitore con campioni viene inserito nell’apposito carrier (assicurato con cintura di sicurezza) • A casa del paziente non vengono lasciati rifiuti. Tutto viene gettato e chiuso in un sacco nero a sua volta posto nel contenitore dei rifiuti speciali che verrà conferito al laboratorio analisi di riferimento per essere smaltito. (anche questi bidoni, sono almeno due per turno) devono essere assicurati durante il trasporto con apposite cinture in appositi spazi)
- Si esegue la procedura aziendale di vestizione e svestizione. Chi effettua il tampone cambia il camice idrorepellente dopo ogni domicilio. Il secondo operatore supporta il primo nella disinfezione mani, disinfezione visiera e rivestizione.
- Il secondo operatore cambia calzari e primo paio di guanti.
- A termine del turno lavorativo il personale toglie visiera, elimina mascherina e divisa monouso, indossa divisa monouso pulita. Provvede a consegnare i campioni al laboratorio di riferimento (quello dove abbiamo ritirato il materiale a inizio turno), si consegnano rifiuti speciali e provvede a fare doccia.
- I DPI sono forniti dal laboratorio analisi di riferimento nella misura di uno per campione (escluso FFP3). È importante anche a livello centrale, organizzare il campionamento per territori omogenei al fine di razionalizzare e ridurre al minimo gli spostamenti nonché, verificare correttezza di indirizzi e recapiti telefonici. Il personale deve essere istruito sulle modalità di esecuzione tampone e di utilizzo DPI.
- nome e cognome del caso positivo, tipologia di contatto (stretto-occasionale);
- indagine su altri contatti stretti conviventi;
- data ultimo contatto avuti con il caso positivo (se contatto superiore a 14 giorni esce dal protocollo);
- nome e cognome del MMG,
- sintomatologia del/i contatto/i stretto/i;
- Identificare se il contatto è stretto o occasionale.
- conferma della diagnosi;
- ricerca dell'esposizione mediante anamnesi mirata:
- frequentazione di luoghi a rischio nei 14 giorni precedenti l'insorgenza dei sintomi;
- frequentazione di una zona ritenuta a rischio
- frequentazione di soggetti ritenuti a rischio
- provenienza da una zona a rischio di contagio COVID-19 o dalla Cina
- notifica alle autorità sanitarie: se si tratta di un caso di COVID associata ai viaggi comunicare la data e il luogo esatto del soggiorno (città, struttura recettiva..)
- Aumentata vigilanza verso la segnalazione ripetuta di situazioni simili; Un caso confermato per il quale si sospetta un'infezione di origine nosocomiale, associata ai viaggi, professionale, richiede indagini supplementari.
- In alcune situazioni particolari (ad esempio in pazienti immunodepressi) sono particolarmente raccomandate misure di isolamento più restrittive.
- Sostegno e educazione sanitaria dei soggetti in isolamento al domicilio (quarantena e assistenza sanitaria domiciliare);
- funzione di rete (collegamento informativo col MMG/PLS, servizio sociale, forze dell'ordine per controlli sulle disposizioni di isolamento domiciliare fiduciario, ecc..);
- attività di contact tracing;
- sorveglianza epidemiologica con gestione dati epidemiologici sia a livello di singola Azienda che a livello regionale, anche ai fini dell'alimentazione, da parte delle Regioni e Province Autonome, della specifica piattaforma dati dell'Istituto Superiore di Sanità.